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Tramonto su Malolo davanti al villaggio vacanze Lomani, Mamanuca... da Ivanet

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Krishna Janmashtami, la nascita del dio Krishna

Di Ivanet (del 01/09/2010 @ 06:41:57, in Cultura, linkato 190 volte)

La festa per la nascita di Lord KrishnaOggi, per i credenti della religione Hindu di tutto il mondo, e' un giorno speciale: e' la celebrazione della nascita del dio Krishna ed, alle Fiji, i moltissimi fedeli di questa religione stanno vivendo l'ultimo e piu' importante giorno di questa festa. Le celebrazioni, che sono durate 8 giorni, termineranno oggi a mezzanotte con una importante preghiera.

Bambini indiani a Fiji festeggiano la nascita di Lord KrishnaQuesta celebrazione, chiamata Krishna Janmashtami, cade solitamente tra la meta' di Agosto e la meta' di Settembre. Il segretario generale del Shree Sanatan Dharam Pratinidhi Sabha of Fiji, Vijendra Prakash, ha detto che questa celebrazioen e' una delle piu' importanti nella cultura Hindu:

"People celebrate the birth of Lord Krishna in temples, homes and even sheds in the villages".

"La gente celebra la nascita di Lord Krishna nei templi, nelle case e sotto tettoie nei villaggi"

Secondo Mr Prakash la cosa piu' importante e' il messaggio degli insegnamenti del dio Krishna.

Lord Krishna bambinoLa mitologia Hindu narra che Krishna naque in una notte scura e tempestosa per mettere fine al regno di atrocita' del suo zio materno Kansa. Stando alle scritture, Krishna venne al mondo quando Madre Terra ri rese conto di essere incapace di tollerare i peccati commessi dai regnanti del tempo e chiese aiuto a Brahma (il creatore).

Decorando l'idolo di Lord KrishnaLa popolazione Hindu delle Fiji (penso anche nel resto del mondo) celebra questa importante giornata osservando un curioso digiuno, ovvero astenendosi dal mangiare cibi salati. Questo digiuno terminera' a mezanotte dopo una veglia durante la quale i fedeli commemoreranno Lord Krishna cantando canzoni in suo onore e ballando. Alla mezzanotte l'idolo del dio bambino verra' lavato, vestito di nuovi abiti, adornato di nuovi gioielli, posto in una culla e adorato per il resto dell'anno.

Ecco di seguito una tipica canzone indiana (Kirtan Song) eseguita a Fiji che parla della nascita di Lord Krishna:

Foto tratte da Radio Fiji, Boston.com, Surf India

 

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Lali, i diversi ritmi del tamburo fijiano

Di Anna (del 12/08/2010 @ 08:12:35, in Cultura, linkato 270 volte)

Un guerriero suona il lali al Radisson Resort a NadiIl suono del tradizionale tamburo fijiano, chiamato lali, viene oggi comunemente usato per richiamare i fedeli in chiesa ogni domenica mattina o per chiamare gli ospiti negli hotel e resort al bar durante l'happy hour o al ristorante per i pasti. Il lali e' un grande tamburo cavo di legno che era originariamente utilizzato per comunicare su lunghe distanze suonando una serie di battute.

Il ritmo semplice, comunemente sentito oggi, viene prodotto colpendo il lali con due bastoni corti, il ritmo prodotto è regolare e piuttosto pesante. In passato ogni lali era diverso e significava qualcosa di unico, vediamo qualche esempio:

Il LaliIl "Lali ni Tabua" veniva suonato quando un Tabua (dente di balena) veniva presentato al capo di un villaggio.
Il "Lali ni Waqa" veniva suonato a bordo della canoa di un capo villaggio in procinto di avvicinarsi ad un villaggio vicino.
Il "Lali ni Kabakoro" veniva suonato quando un villaggio entrava in guerra con un'altra tribù, mentre se un capo villaggio veniva ucciso in battaglia, un altro ritmo di lali ne segnalava la morte.

Questi ritmi avevano come scopo l'intimidire o spaventare il nemico ed esprimere il trionfo dei vincitori.

Al termine di una battaglia, ai vincitori veniva spesso richiesto di costruire un Bure Kalou, o casa spirituale, e quando la struttura era quasi completata veniva suonato il "Lali ni Bure". Questo particolare ritmo era unico in quanto accompagnato da un coro.

Guerriero accende le lanterne per la sera a Malolo island ResortAl termine di una guerra veniva suonato il tamburo della pace, il "Lali ni Sautu", e la vita tornava alla normalita'.

Il lali viene ancora oggi suonato in particolari occasioni, eventi o celebrazioni, ma l'arte di adattare il ritmo all'occasione si e' perso ed oggi non e' niente di piu' che un'interessante e curiosa parte della storia delle Fiji. Cio' nonostante, in molti resort si puo' assistere a dimostrazioni ed esibizioni con il lali e forse la piu' comune e' l'invito a cena che vede un suonatore di lali battere sul tamburo accompagnando la corsa di un guerriero che accende, un ad una, tutte le fiaccole del resort per illuminare le aree all'aperto durante la sera.

Tratto da FijiLive

 

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Proverbi Fijiani

Di Anna (del 30/06/2010 @ 06:52:39, in Cultura, linkato 414 volte)

Albero IviQuante volte abbiamo fatto o pensato qualcosa ed uno dei tradizionali proverbi della nonna calzava a pennello?

Non so voi ma a me capita spesso. Ad esempio, quando appoggio il telefonino da qualche parte e suona ed ovviamente non lo trovo, dentro di me una vocina dice "Chi non ha testa ha gambe", oppure quando ho un sacco di cose da fare spesso penso "Cosa fatta capo ha" oppure "Chi fa da se fa per tre".

Quindi da qualche tempo mi sono chiesta, ma i Fijiani hanno dei proverbi??

Ebbene si, oggi soddisferemo, almeno in parte, la vostra irrefrenabile curiosita' con alcuni proverbi delle isole Fiji:

FrangipaniDui Seva ga na bua ko a tea = Raccoglierai cio' che hai coltivato

Questo proverbio si riferisce al frangipani, chiamato bua in fijiano, ed al costume di mettere un fiore di frangipani dietro l'orecchio, quindi se hai piantato un albero di frangipani potrai mettere il fiore dietro l'orecchio.

E lutu na niu ka lutu ki vuna = Quando il cocco cade, cade sempre alla base dell'albero

Questo proverbio si riferisce al comportamento dei bambini che riflette sempre l'insegnamento dei genitori.

Na nomu i qasiqasi ga qei = Il bambino impara guardando la mamma

Questo proverbio e' una variante del precedente che vede i granchi come protagonisti invece del cocco. La storia racconta che una mamma granchio guardando il bambino granchio camminare a lato un giorno gli disse: "Ma perche' cammini cosi' non puoi camminare diritto?" ed il bambino granchio un po' stupito le rispose: "Ma mamma cosi' e' come cammini tu, io ho imparato guardando te (Na nomu i qasiqasi ga qei)".

UviE vaka e kana uvi katakata = Parla cosi veloce che si fa fatica a capire

Questo proverbio si riferisce all' Uvi, una radice che deve essere bollita per essere mangiata. Quando le radici vengono mangiate e sono troppe calde, viene spontaneo fare dei movimenti strani e veloci con la bocca e la lingua per raffreddarle.
Questi movimenti vengono paragonati ad una persona che parla talmente veloce che non si capisce nulla quando parla.

Vakaru Ni Ivi = Nulla e' cio' che appare

Il proverbio si riferisce al Ivi Tree (albero Ivi) che dalla sua apparenza sembra avere foglie fitte in grado di riparare dalla pioggia ma quando piove la pioggia passa velocemente attraverso le foglie.

 DaloVaka e cavu na na dalo matua = Quando il dalo e' maturo e' facile da raccogliere

Questo proverbio si riferisce alle persone che rispondono velocemente ad una richiesta senza lamentarsi. La persona viene paragonata alla pianta di dalo che quando e' matura si stacca facilmente dal terreno a differenza di quanto e' acerba ed ha radici profonde ed intricate.

Sa laki tei tarawu = E' andato avanti per piantare del tarawa

Questa e' un espressione cordiale e simpatica che si usa quando qualcuno muore. Il proverbio si riferisce al frutto Tarawu ed invece di dire che qualcuno e' morto, e' usanza dire che la persona ci ha anticipato andando a piantare lel tarawu nell'aldila'.

Voci vaka vudi = Quando il frutto e' maturo la pelle viene via facilmente

Questo proverbio si riferisce ad una persona che spiega qualcosa molto bene senza escludere nulla e la spiegazione e' interessante e di facile comprensione come quando togli facilmente la pelle ad un frutto maturo ed il frutto e' gustoso.

 Speriamo presto di potervi portare altre perle di saggezza delle isole.

Tratto da Tuwawa Proverbs

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L' era Girmit, quando gli indiani arrivarono alle Fiji

Di Ivanet (del 24/05/2010 @ 08:23:38, in Cultura, linkato 621 volte)

Dr. kamlesh SharmaNel suo tentativo di preservare i ricordi dell' era girmit, l'era in cui gli indiani vennero deportati dall' India dagli inglesi per lavorare nei campi di canna da zucchero delle Fiji, Dr Kamlesh Sharma ha deciso di scrivere un libro sull' esperienza personale dello zio a cui attribuisce l' ispirazione del suo ultimo lavoro intitolato "Gulaami, la schiavitù nelle isole Fiji".

"Gulaami means slavery. It is a first-hand narration by a great uncle Devi Sharan Pathak who arrived in Fiji on board the SS Sangola II in 1908,"

"Gulaami  significa schiavitù. Il libro tratta del racconto di prima mano di mio zio Devi Sharan Pathak che è arrivato alle Fiji a bordo della SS Sangola II nel 1908," queste le parole del Dr Kamlesh Sharma in un intervista ai media locali.

Dott. Sharma ha aggiunto che gia' altri libri sono stati scritti in passato sull' era girmit ma erano solitamente basati sulla ricerca. 

"Ho voluto scrivere un libro che narra l' esperienza di una persona che ha vissuto la girmitiya perché sono cresciuto ascoltando le storie raccontate da mio zio, ho voluto scrivere un libro che raffigurasse la sua esperienza e la vita di un lavoratore a contratto".

Dr Sharma, che ha anche scritto i libri "Indigenous Governance" e "Rahul's Road", dedica il suo terzo libro alla girmitiya, alle famiglie che l' hanno vissuta, ai loro discendenti ed anche alla popolazione indigena.

libro sarà lanciato ufficialmente nel mese di Luglio ed i ricavati dalle vendite del libro saranno devoluti in beneficenza.

Il tempo della girmitiya e dei girmityas

Donne indiane ai tempi della girmitiyaGirmityas sono i  braccianti indiani portati alle Fiji per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero per la prosperità dei coloni europei e risparmiare ai Fijiani di dover lavorare su queste piantagioni e quindi di poter preservare la propria cultura. La parola "Girmit" e' stata coniata usando la parola "accordo" riferendosi all'accordo del governo britannico con i braccianti indiani per quanto riguardava la durata del soggiorno nelle isole Fiji e quando sarebbe stato permesso loro di tornare in India.

Sembra essere del tutto ragionevole aspettarsi che una piccola parte degli emigranti a contratto abbia intrapreso Il viaggio "volontariamente" ma cio' rimane un concetto un po' assurdo considerando la straordinaria difficoltà economica che colpiva la stragrande maggioranza degli indiani. I contadini che hanno intrapreso questo viaggio sono stati attirati da parte di agenti che promisero loro sollievo dalla miseria ed un sostanziale guadagno ma, cio' nonostante, molti furono rapiti od ingannati. I girmityas (da girmit, una corruzione della parola 'accordo') furono inizialmente tenuti a servire per cinque anni, fermo restando che i proprietari delle piantagioni pagassero per il loro viaggio, ed alla fine di questo termine i contadini "a contratto" sarebero stati resi liberi. Se avessero voluto, sarebbero potuti tornare in India a spese del datore di lavoro, o avrebbero potuto stabilirsi nella loro nuova patria, ed ottenerne i diritti. Ma, come risaputo, gli europei non hanno quasi mai aderito a tali accordi.

Indiani salgono a bordo di un CoolieDa Calcutta e Madras, una moltitudine di uomini indiani, ed un numero molto più piccolo di donne, soprattutto nei primi decenni di questa migrazione furono trasportati in navi Coolie, dove le donne erano confinate al piano inferiore per salvarle dagli attacchi libidinosi dei marinai europei.
Su queste navi, I gimitiyas erano a volte condannati a mangiare, dormire e stare in mezzo i propri rifiuti senza alcuna cura medica. Molti non sopravvissero il lungo e brutale tragitto ed  i corpi dei morti, senza tanti complimenti, venivano gettati in mare.

Indiani a bordo di una nave per le FijiDopo i cinque anni di lavoro, gli indiani hanno avuto la possibilita' di scegliere di tornare in India a proprie spese, o rimanere nelle isole Fiji. La maggioranza ha scelto di rimanere perché non potevano permettersi di pagare il viaggio di ritorno verso l' India sotto la bassa retribuzione del governo britannico. Dopo la scadenza del loro girmits, molti affittatarono piccoli appezzamenti di terreno da Fijiani e svilupparono i propri campi di canna da zucchero. Altri entrarono in affari nelle città che cominciavano a sorgere.

Il fenomeno dei "lavoratori a contratto" indiani non e' mai stato condannato come una vera e propria schiavitu' ma, stando alle parole di Ugo Tinker, ne era infatti una nuova forma.
Durante i 37 anni di questo fenomeno (tra il 1879 e il 1916) ben 61.000 indiani vennero portati a Fiji per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero dove le condizioni di vita erano, a dir poco, squallide. Questo fenomeno termino' nel 1916 grazie ad una polemica che scosse il popolo britannico.

Donne indiane in una piantagione delle fijiPur essendo nato come una forma di schiavitu', il sistema della girmitiya ha avuto degli effetti positivi per le generazioni successive. In primo luogo la necessità, per le persone di caste diverse, di lavorare e mangiare insieme ha segnato la fine del sistema di caste nelle Fiji. Inoltre, la carenza di donne ha portato molti uomini a sposarsi con donne al di fuori della propria casta. Ed infine, un altro fattore positivo è stato lo sviluppo di un linguaggio nuovo noto come Fiji Hindi formato dai dialetti hindi orientale di Uttar Pradesh e Bihar (principalmente Awadhi e Bhojpuri). Il linguaggio è stato ulteriormente arricchito con l' inclusione di molte parole Fijane ed Inglesi.

Tratto dal Fiji Times e Wikipedia
Foto tratte da Hubpages e Girmit United

 

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Il mito della scoperta della Kava (Video)

Di Ivanet (del 13/04/2010 @ 08:22:15, in Cultura, linkato 883 volte)

Le popolazioni del Sud Pacifico (Melanesia, Polinesia e Micronesia) hanno in comune una tradizione che ancora oggi e' molto diffusa e tipica di questa zona, quella della Kava. Secondo le tradizioni, la Kava e' il collegamento tra il mondo degli umani e quello degli spiriti. Nessuna amicizia puo' essere stretta, nessuna decisione presa, nessun visitatore accolto senza la Kava. Il bere la Kava simboleggia l'appoggio del mondo degli spiriti come spiega questo spezzone tratto dal film "Kava, the drink of the gods" (Kava, la bevanda degli dei) di Thorolf Lipp, creato per l' Universita' del Sud Pacifico.

Questo spezzone narra il mito della scoperta della Kava e secondo il quale nell' antichita' due gemelli, fratello e sorella, vivevano in una delle isole di un arcipelago oggi chiamiato Vanuatu.

Una notte il fratello, che amava molto la sorella, si trovo' a doverla difendere contro uno straniero che desiderava sposarla ma lei si rifiutava. Durante il violento confronto la ragazza venne colpita ed uccisa da una freccia dello straniero. Distrutto dal dolore, il fratello porto' il corpo della sorella a casa e lo seppelli' tornando spesso sulla tomba per piangere il suo dolore.

Dopo una settimana, prima che qualsiasi altra forma vegetale potesse nascere in quel punto, spunto' una strana e nuova pianta. Dato che era l' unica pianta che cresceva sulla tomba della sorella, il giovane decise di non strapparla.

Passo' un anno ed il giovane fratello ancora non trovava conforto per la perdita della sorella. Un giorno vide un topo morto ai piedi della strana pianta che era ormai cresciuta e, pensando che questa fosse velenosa, mangio' una gran quantita' di radici ma, invece di morire, dimentico' tutta la sua tristezza ed il suo sconforto. Torno' spesso a mangiare le magiche radici e ne insegno' i poteri ad altri. Le proprieta' di questa pianta si diffusero nel tempo in tutto il Sud Pacifico.

Per sapere di piu' sulla Kava e la cerimonia del Savusavu delle Fiji leggete qui.

 

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La tradizionale danza Meke

Di Anna (del 08/04/2010 @ 04:48:12, in Cultura, linkato 907 volte)

Danza MekeIl Meke è una danza tradizionale delle Isole Fiji tipicamente eseguita durante feste e festival dove i maschi e le femmine eseguono una danza separata senza mai ballare insieme.

La danza maschile è chiamata "meke moto" ed implica quasi sempre l' uso di lunghe lance o mazze da guerra. Questa danza maschile è destinata a simboleggiare gli antichi guerrieri del villaggio.
La danza femminile è invece chiamata "seasea" ed e' caratterizzata dall' uso di tradizionali ventagli e da movimenti radipi con le mani e le braccia.

Lali fijano

La musica per la danza è fornita dal "lali", un tamburo di legno, e da tubi di bambù. I ballerini illustrano il significato del Meke attraverso i testi delle canzoni che vengono creati dal "daunivucu", il compositore, specificamente per ogni meke. Il "daunivucu" e' piu' precisamente colui che si assicura che i versi ed i movimenti della danza preservino la tradizione ed e' creduto avere un legame con il mondo degli spiriti. Le canzoni possono raccontare la vita di ogni giorno, miti di antichi dei od importanti battaglie del passato.

danzatore mekeI maschi indossano gonne di Vau, sottili strisce di corteccia dell' albero Vau, decorano il proprio viso con una pasta nera, a base di carbone ed olio di cocco, facendo un piccolo cerchio su ogni guancia, vestono bracciali su polsi e caviglie di foglie intrecciate. Gli uomini non indossano ne camicie ne scarpe quando eseguono una tradizionale danza Meke.

Danzatrici mekeLe donne vestono sulu, parei, con un motivi simili a quelli dei tradizionali tapa, indossano camicie di seta a maniche corte, tutte dello stesso colore, anche se i colori variano da meke a meke. Come gli uomini anche le donne portano bracciali di foglie e dipingono un cerchio su ogni guancia. Intorno al collo le donne indossano un salusalu, una girlanda di fiori, oppure una collana con un' unica conchiglia bianca.

mekeLa danza meke coinvoilge due gruppi, i musicisti " vakatara", che seduti per terra accompagnano la danza ed i danzatori, i " matana".

Ogni hotel e resort a Fiji organizza spettacoli d' intrattenimento per gli ospiti che includono sempre il Meke ed il Firewalking, i camminatori dul fuoco.

Foto tratte da Fiji Union, Wikipedia, Abc net, Toho

 

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Fiji si prepara alla Pasqua

Di Anna (del 02/04/2010 @ 23:19:21, in Cultura, linkato 1143 volte)

Cotmey Miller a SuvaMigliaia di cristiani in tutto il Paese si preparano alla Pasqua ed hanno celebrando ieri (Venerdi'  02 Aprile) il Venerdi Santo, giorno in cui viene commemorata la Passione e la Crocefissione di Gesu'.

La crocefissione di gesu' di GiottoLa Pasqua e' un' importante festa per tutti i cristiani perche' celebra la Resurrezione di Cristo. Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna racchiude in se tutto il mistero cristiano: con la Passione di Cristo, cioe' la sofferenza e l'agonia di Gesù che hanno portato  alla sua crocifissione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la Resurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all' uomo il proprio destino, cioè la resurrezione nel Giorno Finale, ma anche il risveglio alla vera vita; infine, vi è l'attesa della Parusia, il ritorno glorioso di Gesu' alla fine dei tempi, che porterà a compimento le Scritture.

Nella prima lettera ai Corinzi, Paolo scrive:
"Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture"

La Resurrezione di Gesu'Oggi si conclude il periodo della Quaresima, periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata di quaranta giorni che ha inizio il Mercoledì delle Ceneri. L' ultima settimana del tempo di quaresima è chiamata Settimana Santa, periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio ed alla contemplazione.

La Settimana Santa comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, dove fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palma. Per questo motivo nelle chiese cattoliche, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli dei rametti di olivo benedetto (segno della passione di Cristo).

Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine del tempo di Quaresima e l' inizio del Triduo Pasquale, cioè la Messa vespertina in Coena Domini il Giovedì Santo, l' Azione liturgica in chiesa il Venerdì Santo, la Veglia Pasquale il Sabato Santo, la Messa della Domenica di Risurrezione. Queste celebrazioni sono il nucleo più profondo della liturgia della Chiesa, e perciò sono più importanti delle altre devozioni che pure si accompagnano alla liturgia in questi giorni, come le processioni e le Via Crucis.

Adamo ed Eva rappresentazione del Duomo di OrvietoQuesta settimana, le chiese di tutta Fiji si sono riempite di fedeli che hanno celebrato il sacrificio di Gesù, che con la sua crocefissione e risurrezione ha liberato l' uomo dal peccato orginale.

Anche noi Italiani a Fiji, viviamo la Pasqua come un importante evento, un evento di unione da celebrare con la propria famiglia.

La  colombaVorrei concludere questo articolo lasciandovi l' immagine di due Italiani a Fiji che pensano intensamente alla colomba, alla pastiera, alla schiacciata ed alla torta pasqualina... perche' le uova di cioccolato sembrano meno buone quando si e' lontani da casa.

Buona Pasqua a tutti gli Italiani del mondo!  

Ispirato dal Fiji Times, approfondimenti da Wikipedia, da cui sono state anche prese le foto

 

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Ram Naumi e la Leggenda di Lord Rama

Di Anna (del 29/03/2010 @ 08:06:51, in Cultura, linkato 983 volte)

Preghiere al Templio di SamabulaGli Hindu di tutto il paese hanno concluso giovedi' 25 Marzo le celebrazioni per il Ram Naumi, che segna la nascita di Lord Rama, re di Ayodhya (India), dopo nove giorni di preghiera e digiuno.

Tutti i giovani sono stati invitati a seguire gli insegnamenti di Lord Rama in modo che possano vivere in un paese libero dalla discriminazione.

Mr Kamal Sharma, Segretario Generale del Shri Sanatan Dharm Brahman Purohit Maha Sabha, ha detto che il loro messaggio ai giovani durante il Ram Naumi di quest' anno era quello di seguire gli insegnamenti di Lord Rama la cui vita è stata sempre improntata verso la fine del male.
Durante il suo tempo come re di Ayodhya, Lord Rama, ha mostrato grande compassione per il suo popolo e considerava tutti come uguali, senza discriminazioni.

Lord Rama"We learn from the Ramayan that he did not discriminate between people of any race of work of life and we believe that people, especially young people should always accept others as their friends. The question of race, religion and work of life should not matter".

"Apprendiamo da Ramayan che egli non ha mai fatto discriminazioni tra le persone di qualsiasi razza o classe sociale e crediamo che le persone, soprattutto i giovani, debbano sempre accettare gli altri come propri amici. La questione della razza, religione e lavoro non dovrebbe importare."

"Ram Naumi is the first celebration in our Sanatan calendar and we want people to celebrate and practice the teachings too".

"Ram Naumi è la prima celebrazione nel nostro calendario Sanatan e vogliamo che anche altra gente celebri e pratichi gli insegnamenti".

I devoti hanno concluso il Ram Naumi con preghiere ed offerte alle divinità nelle proprie case e nei templi in tutto il paese.

La Leggenda di Rama:

Incoronazione di Rama e SitaLa maggior parte dei dettagli della vita di Rama provengono dal Ramayana, uno dei due grandi poemi epici dell' India.
Nato come il figlio maggiore di Kausalya e Dasharatha, re di Ayodhya, Rama è riferito all' interno dell' induismo come Maryada Purushottama, letteralmente "Uomo Perfetto" o "Signore dell' Autocontrollo" o ancora "Signore della Virtù".
Rama è il marito di Sita, che gli Hindu considerano l' incarnazione della donna perfetta.

La vita di Rama aderisce perfettamente al Dharma, cioe' ad un cammino virtuoso e giusto, nonostante le dure prove della vita e del tempo. Rama è raffigurato come l' uomo ideale e l' uomo perfetto. La leggenda racconta che per difendere l' onore del padre, Rama abbandona la sua pretesa al trono di Kosala e decide di servire un esilio di quattordici anni nella foresta. La moglie, Sita, ed il fratello, Lakshmana, decidono di unirsi a lui e trascorrono quattordici anni in esilio insieme.

La battaglia tra Rama e RavanaUn giorno Ravana, il principale antagonista dei poemi epici dell' India e malvagio governatore di Lanka, rapi' Sita.
Dopo una lunga e difficile ricerca, che prova la sua forza personale e virtù, Rama combatte una guerra colossale contro gli eserciti di Ravana. In una guerra con esseri potenti e magici, armi distruttive e battaglie, Rama uccide Ravana e libera la moglie.


Lord Rama e la sua famigliaDopo aver completato l' esilio, Rama viene incoronato re di Ayodhya, la capitale del suo regno, e regno' per undicimila anni, un' era di perfetta felicità, pace, prosperità e giustizia nota come Rama Rajya.

La leggenda di Rama è profondamente influente e popolare nella società del subcontinente indiano. Rama è venerato per la sua infinita misericordia, il coraggio e la devozione ai valori religiosi ed al dovere.

Tratto dal Fiji Times ed approfondimenti da Wikipedia da cui sono state prese anche le foto.

 

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Bula, la parola piu' comune delle Fiji

Di Ivanet (del 28/03/2010 @ 03:18:53, in Cultura, linkato 1899 volte)

In questo video siamo riusciti a catturare un momento classico di ogni vacanza alle isole Fiji, forse il primo ricordo che vi rimarra' impresso di questo paese meraviglioso. E' il momento dell' uscita dalla dogana, quando metterete piede sul suolo Fijiano ed inizierete a guardarvi in giro, spaesati, e inizierete a chiedervi cosa fare e come arrivare al proprio resort o hotel. Questo momento e' accompagnato dalla colonna sonora del "Bula", un' allegra canzone suonata da un comitato di benvenuto simpatico e divertente che, con questo motivo, oltre a salutare il vostro arrivo, vi insegnera' la piu' importante tra le parole del vocabolario Fijiano. Per l'appunto, "bula".

Bula, e' una parola Fijiana con molti significati, ognuno di questi dipende dalla situazione. La parola, che si pronuncia "mbula", letteralmente significa "vita" ma e' piu' comunemente usata come saluto, come il nostro "ciao". "Bula" si usa salutando la gente per strada, conoscendo nuovi amici, in qualsiasi tipo di incontro o per augurare felicita' e buona salute usando la forma "Ni sa bula vinaka" alla quale si potra' rispondere con "Bula vinaka". Un altro significato importante della parola e' il nostro "salute" usato quando qualcuno starnutisce.

Bula e' una parola magica che descrive uno stile di vita semplice e allegro. Non a caso le pittoreche camicie colorate che trovate comunemente ovunque come "camicie hawaiane" a Fiji si chiamano "bula shirt".

Bula e' anche uno stile musicale che esprime tutta l' ospitalita' Fijiana. Tra le canzoni piu' famose e piu' suonate dalle bande dei resort o hotel a Fiji troviamo quella che vedete nel video qui sopra o (la forse piu' famosa) "Bula Malaya".

Tra le curiosita' (non sappiamo bene perche') uno degli album di Mina si chiama Bulabula.

PS: Se in Italiano usiamo "ciao" sia quando ci incontriamo sia quando ci separiamo, in Fijiano, quando ci si separa si usa "Moce" (leggi "mode") ovvero arrivederci. Per saperne di piu' sul linguaggio delle Fiji leggete questo articolo.

 

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Holi, il Festival dei Colori nella cultura Hindu

Di Anna (del 27/02/2010 @ 08:56:34, in Cultura, linkato 1512 volte)

Il Festival dei ColoriIl Festival dei Colori inizia il 28 Febbraio, con un grande falo', per terminare il 1 Marzo, apice dei festeggiamenti, ed a Fiji ci stiamo preparando a goderci la danza di colori che attraversera' il Paese. Quest' anno  la mistica festivita' Hindu cade in concomitanza con il compleanno del profeta Maometto in un Lunedi' di duplice festa nazionale.

Si festeggia gettando polvere ed acqua colorataIl Festival dei Colori e' una popolare e vivace festa indiana primaverile che si festeggia gettando polvere ed aqua colorata, con canti e balli che rallegrano questa gioiosa tradizione.

Il nome Holi, rappresenta la fuga miracolosa di Prahlad, un grande devoto di Vishnu, quando la demone Holika lo accompagno' in un incendio e, come risultato della sua grande devozione e fede in Vishnu, Prahlad ne usci' indenne.

Festeggiamenti Holi con musica e danzeSeguendo la tradizione, Holi (chiamato anche Dhuleti, Dhulandi o Dhulendi) e' il giorno in cui la gente getta polvere ed acqua colorata. Il giorno prima e' caratterizzato dall' accensione dei falo' ed e' conosciuto anche come Holika Dahan (il bruciare di Holika), che rappresenta la fuga miracolosa di Prahlad da un incendio che brucio' la demone Holika, sorella di Hiranyakashipu, ma che risparmio' Prahlad.

Trimurti - Brahma, Vishnu e ShivaHiranyakashipu, padre di Prahlad, e' una divinita' e demone che cerco' di impadronirsi del potere magico mediante una penitenza verso il Dio Brahma, uno dei tre Trimurti, cioe' una delle tre personificazioni del dio della creazione (Brahma), del mantenimento (Vishnu) e della distruzione (Shiva), e fu ucciso da Vishnu.
Il racconto di Hiranyakashipu descrive la futilità del desiderio di potere sugli altri e la forza della protezione di un dio verso i propri devoti.

Nonostante questo, Prahlada, figlio di Hiranyakashipu, era un grande devoto di Vishnu e, nonostante le numerose minacce del padre, Prahlada continuo' ad offrire preghiere al dio Vishnu.

Vishnu e ShivaLa tradizione racconta che Prahlada fu' avvelenato, ma il veleno si tramuto' in nettare, fu calpestato da elefanti ma ne rimase illeso e sopravvisse dopo essere stato rinchiuso in una stanza patendo fame in compagnia di serpenti velenosi.

Tutti i tentativi di Hiranyakashipu di uccidere il proprio figlio fallirono ed alla fine convinse il giovane Prahlad a sedersi su un rogo acceso sul grembo di Holika, protetta da uno scialle magico contro il fuoco. Prahlad, accettando di buon grado gli ordini del padre, prego' che la protezione di Vishnu lo tenesse al sicuro. Quando il fuoco inizio', con grande stupore di tutti, lo scialle di Holika volo' sopra Prahlad coprendolo e proteggendolo dal fuoco lasciando la demone vulnerabile alle fiamme. Holika trovo' la morte in questa occasione e la fede di Prahlad per Vishnu provo' ancora una volta essere determinante per il giovane.

L' incendio di Holika è oggi celebrato come Holi.

Holi viene festeggiato durante l'ultimo giorno di luna piena alla fine dell'inverno, che solitamente cade verso la fine di Febbraio o inizio di Marzo.

Ispitato dal Fiji Times ed approfondimenti da Wikipedia
Foto tratte da Boston.com e Wikipedia

 

Lo scontro tra sviluppo e leggi tribali

Di Anna (del 22/02/2010 @ 06:38:38, in Cultura, linkato 1285 volte)

Vanua LevuUno dei villaggi di Bua, che si trova su Vanua Levu, in risposta ai progetti di sviluppo che verrano presto attuati nell'area, intende formulare delle severe regole sul modo di vestire, comportamento ed acconciature permesse agli abitanti del villaggio per far si che il cammino verso lo sviluppo non corroda le tradizioni ed i costumi fijani.

Mappa di Vanua LevuAgli abitanti del villaggio di Nawailevu non sarà piu' consentito portare i capelli in "stile moderno", includendo tinte o colori sgargianti, tagli radicali od acconciature "ultra moderne".

BauxiteJosefa Rokoduna, membro della commissione, spiega che durante una riunione, tenutasi tra i capi  villaggio e la commissione per lo sviluppo, e' stato concordato che i lavori di estrazione della bauxite, un minerale, che inizieranno ad estrarre sulle colline vicine al villagio, non dovranno in nessun modo intaccare le tradizioni ed i costumi, come gia' accaduto in altri villaggi.

"We know that a price of development is the loss of tradition and customs and we are working  hard so that doesn't happen to us. The chiefs have decided bauxite mining will take as little from our lives as possible".

Cerimonia della  kavaDonne fijane in abiti tradizionali"Sappiamo che il prezzo dello sviluppo è la perdita delle tradizioni e dei costumi e stiamo lavorando duro perche' questo non accada. I capi hanno deciso che i lavori di estrazione  di bauxite avranno a che vedere con le nostre vite il meno possibile".

"We will come up with a set of rules that villagers have to abide by including our visitors."

"Creeremo una serie di regole che gli abitanti dei villaggi dovranno rispettare includendo anche i nostri visitatori".

Mr Rokoduna aggiunge che due tra le regole che entreranno in vigore riguarderanno il modo di vestire delle donne e la liberta' di spostamento dei visitatori intorno al villaggio.

"Women must wear skirts and dresses and sulu-i-ra for traditional functions while the men must dress decently."

Donne fijane"Le donne devono indossare gonne ed abiti e sulu durante le funzioni tradizionali, mentre gli uomini devono vestire decentemente".

"Visitors won't be allowed to move around the village without the permission of the headman".

"I visitatori non saranno autorizzati a muoversi attorno al villaggio senza il permesso del capo".

Le regole che verranno approvate durante la riunione del mese prossimo dovranno essere inviate al Consiglio Provinciale ed alla Polizia.

Leggendo oggi questo articolo mi sorgono delle domande spontanee:

  • Ma lo sviluppo non e' appunto l'abbandono di leggi tribali e restrizioni, spesso discriminatorie, in favore di una mentalita' piu' aperta?
  • Per quale motivo una donna che non veste abiti tradizionali e' significato di disrispetto delle proprie radici e/o tradizioni?
  • Sbaglio o queste regole forzate non sono altro che il frutto della paura verso l'emancipazione ed una scusa per controllare il popolo?

Voi cosa ne pensate?

Ispirato dal Fiji Times
Foto tratte da Encyclopedia.com, Wikipedia, Blogspot, 

 

L'isola di Waya celebra il 17 Febraio come giorno della salvezza

Di Anna (del 20/02/2010 @ 08:24:23, in Cultura, linkato 1078 volte)

L'Isola di WayaIl 17 Febbraio è una data che il popolo dell' isola di Waya ricordera' per sempre.
Gli abitanti dei cinque villaggi dell' isola si sono riuniti al villaggio di Namoli, a Lautoka, mercoledì scorso per commemorare il giorno in cui i loro antenati e padri morirono, 92 anni fa, dopo che un' epidemia di morbillo colpi' Fiji.

Per l'occasione, gli abitanti dei villaggio hanno organizzato una funzione commemorativa in chiesa seguita, come da cultura Fijiana in questi casi,  da una festa.

L' epidemia di morbillo, che colpi' Fiji nel 1918, uccise piu' di un terzo dell' intera popolazione di allora, piu' di 50,000 persone, e gli anziani dei cinque villaggi, che comprendono Yalobi, Nalauwaki, Wayalevu, Natawa e Namara, hanno raccontato la storia di come i loro antenati abbiano pregato e digiunato alla notizia dell' avvicinarsi dell' epidemia.

Timoci Momoluve, 70enne dell' isola di Waya, racconta che:

Riuniuone dei 5 viggai di Waya a Namoli, Lautoka"A pastor from Waya, Samuela Jeke, was in Nawaka Village (Nadi) for a meeting. He wasmaking his way back to the island when, on the way, he saw a message written in the sand. It said that there was no cure for what was to come except for people to fast and pray".

"Un pastore di Waya, Samuela Jeke, era nel villaggio di Nawaka (Nadi) per una riunione. Quel giorno stava facendo il suo viaggio di ritorno verso l' isola, quando, sulla strada, vide un messaggio scritto sulla sabbia. Il messaggio diceva che non c'era nessuna cura per quello che stava per accadere, tranne che per le persone di digiunare e pregare".

Mr Momoluve, nel suo racconto, dice che il pastore Jeke, tornato a Waya, riuni' gli anziani dei villaggi e racconto' del messaggio visto sulla sabbia.

"Everyone on the island fasted and prayed together. Three times a day they would gatherto pray for their deliverance. This went for about a month until they realised they had been saved through their faith".

"Tutti sull' isola digiunarono e pregarono insieme. Tre volte al giorno si riunirono per pregare per la loro liberazione. Questo è durato per circa un mese fino a quando si sono resi conto che erano stati salvati grazie alla loro fede" !?.

"None of them were affected by the measles epidemic which had moved on to other parts of the country".

"Nessuno di loro fu colpito dall' epidemia di morbillo che si sposto' in altre parti del paese."

Mr Momoluve aggiunge che gli anziani dei villaggi stabilirono che il 17 Febbraio sarebbe dovuto essere sempre ricordato come il giorno in cui la fede li ha salvati.
Questo avvenimento da' un' idea chiara della credenza religiosa e tribale dei Fijiani. vi cosa ne pensate? Basta davvero pregare per scongiurare un' epidemia?

Tratto dal Fiji Times
Foto Tratta da Air View Online

 
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