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Capanna tradizionale dello "stregone" di un villaggio Fijiano a Pacific Harbour... da Ivanet |
Un incendio ha quasi raso al suolo uno dei locali notturni piu' famosi delle Fiji, Ed's Bar a Nadi. Circa 30 clienti si sono affrettati all'uscita quando l'incendio, iniziato dalla cucina, ha divampato, con grande velocita' e forza, alle 9:00 di Domenica sera.
Stando alle dichiarazioni dei 2 proprietari del famoso locale notturno, la spaventosa velocita' dell'incendio puo' essere stata alimentata dalle bottiglie di alcolici che erano stoccate in un locale adiacente alla cucina.
John e Natalie Edwards hanno aperto Ed's Bar nel Marzo del 1991 e durante questi anni hanno continuato ad ingrandirlo fino a farne uno dei locali notturni piu' importanti e famosi tra la regione del Sud Pacifico. Ed's Bar non e' solo un bar con pista da ballo in stile texano con palco e tavoli da billiardo, ma anche un piccolo ristorante, una paninoteca ed un negozio di vendita di alcolici.
Non appena lo staff si e' accorto dell'incendio ha invitato frettolosamente i clienti ad uscire e dopo aver tentato di spegnere le fiamme con degli estintori hanno lasciato il campo ai Vigili del Fuoco di Nadi che sono arrivati sul luogo tempestivamente. L'incendio e' stato domato completamente dopo 2 ore, prima che potesse arrivare alle case vicine.
Alla fine, del noto bar, sono rimasti solo i muri ma gli Edwards hanno gia' dichiarato che riprenderanno la loro attivita' non appena le investigazioni da parte della Polizia e dei Vigili del Fuoco saranno terminate. E' un duro colpo per i molti abitue' del posto tra i quali contiamo anche moltissimi turisti e auguriamo a John e Natalie di riaprire presto.
Due villaggi Ovalau, nel gruppo delle Lomaiviti, hanno subito ingenti danni da inondazioni causate dalle forti piogge durante il week-end di Pasqua.
Gli abitanti dei villaggi di Rukuruku e Toki, a Ovalau, hanno perso la maggior parte dei loro beni quando, intorno alla mezzanotte di domenica 04 Aprile, il livello dell'acqua è salito improvvisamente mentre la forte pioggia continuava senza tregua.
Sivoni Ligaiviu, portavoce del distretto di Levuka, ha detto che è stato un incubo per gli abitanti dei due villaggi che si sono svegliati trovando le proprie case sommerse dall'acqua, tutti i propri averi spazzati via, campi e colture distrutti, ponti danneggiati ed interruzione nella fornitura dell'acqua.
Durante il weekend di Pasqua anche il ponte che gli studenti del Saint John's College in Cawaci, Ovalau, utilizzano ogni giorno per andare a scuola è stato spazzato via dalle inondazioni.
Il Preside della scuola, Padre Ekuasi Manu, ha chiesto aiuto al Governo la ricostruzione del ponte aggiungendo che questo sarebbe dovuto essere un giorno felice dove la comunita' avrebbe festeggiato la giornata dello sport come celebrazione della Settimana Santa.
"It was supposed to be a sports day for the community to celebrate a successful Holy week celebration.”
"Unfortunately, disaster struck around 10pm on Sunday.The heavy and prolonged rain during the weekend brought very strong currents and debris from the mountains. Instead of sports, we had to make a temporary bridge to enable our girls to come to school today. By the look of damage occurred to the bridge, it might take a while to repair it."
"Purtroppo, il disastro ha colpito alle 22.00 di Domenica. La forte e prolungata pioggia durante il fine settimana ha portato correnti molto forti e detriti dalle montagne. Invece di sport, abbiamo dovuto costruire un ponte provvisorio per consentire alle nostre ragazze di venire a scuola oggi (Martedì 06 Aprile). Dando uno sguardo al danno verificatosi al ponte, potrebbe volerci del tempo per ripararlo."
“We are hoping that Government will respond promptly to this because it not only affects our students, but also the movement of people from villages of Nauouo, Tavia, and Rukuruku.”
"Ci auguriamo che il Governo risponda prontamente a quanto accaduto, perché cio' non colpisce solo i nostri studenti, ma anche il movimento delle persone dai villaggi di Nauouo, Tavia e Rukuruku"
Il portavoce del distretto di Levuka ha detto che non hanno subito alcun danno durante il recente uragano Tomas, ma l'ultima alluvione ha causato una grande quantità di danni ai villaggi.
Lo scorso week-end di Pasqua non e' stato per tutti un week-end di festeggiamenti e celebrazione, ma per molte famiglie e' stato un week-end di disperazione. Non dobbiamo mai dimenticarci che un sorriso da qualche parte del mondo spesso corrisponde ad una lacrima da qualche altra parte.
Tratto dal Fiji Sun e FBCL, da cui sono state tratte anche le foto.
Una taskforce e' stata istituita a Lautoka per contrastare un focolaio di quella che sembra essere una nuova specie di termiti. Attualmente l' epidemia sembra essere contenuta all' interno dell' area rurale e suburbana della citta' dello zucchero.
Secondo una delibera stilata dall' ufficiale incaricato del Western Biosecurity Office, Lemeki Ratucicivi, sembrerebbe che le indagini hanno individuato 74 case affette dal "famelico" insetto.
La maggior parte delle case colpite si trovano nelle zone di Tavakubu, Tawatawa, Naikabula, Anian Road, Vitogo, California Road, Lovu, Natabua, Saru, Tomuka e Vavai.
I campioni di queste nuove termiti sono stati spediti al Primary Industry Department di Brisbane (Australia) per effettuarne l' autenticazione.
Finora nelle Fiji sono state riconosciute 9 specie di termiti, 6 di queste sono considerate come parassiti forestali.
La presenza di questa nuova termite e' venuta alla luce solo verso la fine dell' anno scorso dopo che i media hanno divulgato un rapporto di una casa infestata a Tavakubu Road (proprio dietro casa nostra).
La taskforce presentera' una relazione al Western Commissioner (Commissario di divisione) ed al ministero delle industrie primarie per decidere se porre o meno la zona colpita sotto quarantena in modo che si possano adottare misure per contenere e debellare la minaccia portata a Lautoka da questo parassita.
Questa notizia ci preoccupa forse di piu' che il sapere d' essere colpiti da un ciclone dato che casa nostra e' per meta' fatta di legno. Trovarsi davanti ad una minaccia cosi' piccola e relativamente invisibile mi fa' pensare ad un virus e paragono la nostra casa come un amico in pericolo contro una nuova malattia.
Come abbiamo ripetuto piu' di una volta, vivere in questo paradiso non vuol dire essere sempre rilassati e spensierati ma, come in questo caso, essere coscienti della potenza di madre natura e l' involontario pericolo che le sue creature o manifestazoni possano essere per la nostra quotidianita'. Anche in questo caso (se le termiti non ci mangiano la casa) vi faremo sapere.
Tratto da Radio Fiji
Foto tratte da Wikipedia, Antitarli, Eco Spurgo
Finalmente, dopo 3 lunghi giorni, l' uragano Tomas e' uscito dall' arcipelago delle Fiji lasciandosi dietro una scia di distruzione e scontento nel nord e nell' est del paese. I forti venti che hanno colpito le zone di Vanua Levu, Taveuni, la parte nord delle Lau e le Lomaiviti, hanno scoperchiato tetti, distrutto campi, antenne e cavi del telefono, abbattuto alberi e pali della corrente e tagliato canali di trasporti sia marittimi sia attraverso le strade interne.
Gli abitanti dei villaggi sulle coste si sono rifugiati nei centri di evacuazione mentre onde alte fino a 7 metri hanno inondato le zone piu' "basse". Ancora oggi gran parte di queste zone e molte strade sono impraticabili ed e' stato oggi dichiarato, in una riunione tra Mr. Blake e il Comandante Voreqe Bainimarama, che la Divisione Nord (Vanua Levu) e' ora in Stato d' Emergenza ma probabilmente verra' esteso anche alla Divisione Est (Lomaiviti e Lau Group).
Tomas e' passato attraverso il lato est delle Fiji con venti devastanti oltre i 200km orari e nella gran parte del suo cammino verso sud ha raggiunto una massima velocita' di spostamento di 15km all' ora. Come annuciato ieri nell' articolo del nostro piccolo filmato sul passaggio delle code di Tomas su Latuoka, gran parte di Viti Levu, le Isole Mamanuca e Yasawa hanno quasi ignorato la presenza di tale Uragano ma per il resto dell' arcipelago non e' stato cosi'.
Negli scorsi giorni i 240 centri evacuazione (tra cui 89 scuole) hanno ospitato da 178 persone, all' inizio dell' allerta ciclone, a circa 17.000. Finora gli unici 2 decessi riportati sono un anziano morto ieri di attacco di cuore ed una donna (Tamasiri Tabua) di Cakaudrove la quale peri' in mare dopo essere riuscita a riportare a riva la sorella e due bambini che stavano facendo il bagno non curandosi dei molteplici avvisi delle autorita' di non andare in mare durante l' allerta ciclone.
Gran parte dei turisti che si trovavano nelle isole esterne durante il passaggio dell' uragano sono stati evacuati per sicurezza e portati sull' isola principale di Viti Levu. Il Presidente dell' Hoteliers Association, Dizon Seeto, ha confermato che tutti i turisti sono stati avvisati di spostarsi sulla 'Mainland' ma alcuni hanno voluto ignorare il consiglio e sono rimasti coraggiosamente nei loro resort aspettando il passaggio di Tomas. Il Raffles Gateway Hotel in Nadi ha ospitato i turisiti che alloggiavano su Malolo LaiLai. Altri turisti che alloggiavano nelle Yasawa si sono spostati ai resort del Denarau.
Abbiamo avuto modo di parlare con uno dei propietari di un resort su Taveuni che ci ha comunicato che le strutture del resort non sono state danneggiate e che i dieci turisti ospitati stanno bene e oggi si sono offerti di dare una mano nei lavori di pulizia.
Gli abitanti del villaggio di Nacamaki, su Koro, si erano rifugiati all' interno della scuola sulla collina alle spalle del villaggio, ma sono stati presi di sorpresa quando le onde hanno raggiunto la soglia della porta e sono stai costretti ad evacuare la scuola di tutta fretta trovando rifugio nell' azienda di bio diesel recentemente costruita. Sempre sull' isola di Koro, una scuola, dopo 2 giorni e una notte di continue raffiche di vento, e' stata privata di una classe dopo che parte del tetto della struttura e' volata via.
Marika Yalimaiiwai, Comandante di Polizia della Divisione Nord, ha detto che e' ancora difficile raccogliere dati sufficienti a causa delle inondazioni, alberi caduti ed interruzione delle comunicazioni.
Anche il villaggio di Naduna, a Labasa, ha subito danni a causa del forte vento e diverse case sono state scoperchiate, mentre la maggiore preocupazione rimane per Cikobia, la piu' coplita dall' uragano e dalla quale i media hanno ricevuto una sola telefonata frammentaria quest' oggi dopo 4 giorni di silenzio. Durante la telefonata, un abitante del villaggio di Vuninuku, che non e' riuscito a presentarsi, spiegava la gravita' della situazione e l' estensione dei danni. Basti pensare che, secondo l' abitante di Vuninuku, ci vorranno 2 giorni per pulire la strada all' unica scuola e che tutte le barche dell' isola sono state trascinate via dal mare.
Uno dei problemi piu' gravi che si sta verificando in questo momento e' la preoccupazione della scarsita' di cibo nella regione Nord a causa della distruzione delle coltivazioni. Le razioni nei centri evacuazioni stanno diminuendo velocemente e gli aiuti dalla "Mainland" sono partiti solo oggi con barche della marina Fijiana o messe a disposizione dal Governo. Gli abitanti che si sono rifugiati nei centri evacuazione si aspettavano di poter tornare nelle loro case dopo un solo giorno e non di dover stare al rifugio per ben 3 giorni.
Inoltre, dato che 89 scuole si sono traformate in centri evacuazione, le autorita' stanno cercando di far tornare gli evacuati alle proprie abitazioni per non danneggiare il servizio scolastico che ha ripreso normalmente il suo corso in tutto il paese solo stamattina.
Anche se Tomas si sta allontanando dall' arcipelago delle Fiji i mari sono ancora molto mossi. I traghetti e linee aeree per Savusavu o Taveuni non hanno ancora confermato quando riprenderanno il loro normale servizio. Anche le telecomunicazioni sono difficili. Il forte vento ha abbattuto diversi cavi del telefono e spazzato via diverse antenne delle 2 aziende di telefonia cellulare locale. Da molte zone non si ha ancora notizia.
La prima delle squadre della Croce Rossa e' partita stamane per Vanua Levu con personale medico specializzato in situazioni d' emergenza. Il team ha portato con se' teli impermeabili, razioni di cibo ed una buona scorta di bottiglie d' acqua fornite da Fiji Water per evitare un focolaio di Tifo. Altre squadre si stanno preparando per portare i primi soccorsi anche nelle Lomaiviti e nelle Lau anche se la navigazione in quest' ultima zona non e' ancora del tutto sicura. Altri aiuti arriveranno anche dal Governo Francese (che mettera' a disposizione un Aereo dell' Aeronautica Francese per servizi di perlustrazione), dalla Nuova Zelanda (che ha donato razioni d' emergenza che arriveranno in giornata su 2 aerei C130 dell' Aeronautica Neo Zelandese), dalla Croce Rossa Australiana e dalle Nazioni Unite. Anthony Blake, Ufficiale delle operazioni per il National Disaster Management Office (DISMAC) ha confermato che incontrera' altri donatori internazionali in giornata.
In questo momento ogni aiuto e' importante. Il Fiji Times ha donato F$ 15.000 ed, in collaboratione con ANZ Bank (che non ha ancora reso noto l' importo della donazione), hanno istituito un conto corrente sul quale si potranno depositare le donazioni effettuabili da qualsiasi sportello ANZ (o banche affiliate) da tutto il mondo o seguendo le istruzioni sul volantino. I dettagli del conto corrente messo a disposizione da ANZ Bank sono i seguenti:
NOME CONTO: FIJI CYCLONE APPEAL
BANCA: ANZ HOUSE
NUMERO CONTO: 10616461
CODICE SWIFT: ANZBFJFX
BSB: 010890
Come primo risultato della gravita' della situazione e dell' importanza delle operazioni di ricostruzione, il Capo del Governo, Voreqe Bainimarama, ha annunciato che Lunedi' prossimo (22 Marzo) non verra' celebrato il Youth Day, una delle feste nazionali, ma sara' una giornata normale di scuola e di lavoro.
A partire da oggi le linee aeree internazionali riprenderanno servizio cosi come le compagnie nazionali di seaplane, elicotteri, barche, uffici, negozi, banche, hotel e resort nella maggior parte del paese.
Fiji, ancora una volta, si rialza ed incomincia il lento cammino verso la normalita'.
Per quanto riguarda il tempo nei prossimi giorni, il Fiji Meteorological Office ha dichiarato che ci saranno piogge per la gran parte delle Fiji con possibili schiarimenti nella zona Ovest del paese ma al momento non ci sono altre perturbazioni che potrebbero diventare cicloni.
Vi terremo informati e non appena avremo piu' notizie scriveremo un altro articolo pubblicando i danni sostenuti.
Foto e Notizie tratte dalle ultime notizie dal Fiji Times, da Radio Fiji e Fiji Live
Per immagini del passaggio dell' uragano Tomas, visitate le Galleries del Fiji Times
In questa sequenza potrete vedere quel poco che abbiamo sentito del passaggio del ciclone Tomas dalla citta' di Lautoka, nell' Ovest delle Isole Fiji tra il 14 e il 16 di Marzo 2010. Praticamente siamo stati accarezzati solo dalle "code" (parte esterna del ciclone) nell'ultimo giorno del suo passaggio. Come noi anche gran parte della zona Ovest, come Nadi, le Yasawa e le Mamanuca non hanno subito alcun danno. Tutt'altra storia cio' che questo ciclone "forza 4" ha portato nelle zone Nord ed Est dell' arcipelago.
Tutt' ora, sera del 16 Marzo, non si hanno ancora dei dati dettagliati dei danni causati a persone e strutture ma sembra che, Tomas, abbia causato una sola vittima. Domani, quando le linee telefoniche e i primi trapsorti marittimi e aerei verranno ristabiliti, avremo un resoconto dei segni che questo uragano ha lasciato dietro di se' durante gli ultimi 3 giorni e ve ne riporteremo i risultati.
Un altro ciclone si sta avvicinando alle Isole Fiji e questa volta e' stato annunciato con largo anticipo. Si tratta di Tomas (19P) che dal Nord di Samoa si sta facendo strada verso di noi. Al momento il percorso che seguira' non e' certo al 100% ma sicuramente colpira' le Fiji tra Domenica e Martedi' entrando nell' arcipelago da Nord (Vanua Levu) per andare verso Sud o Sud Ovest. Tomas, che e' stato riportato essere a 425 Km da Udu Point (Vanua Levu) alle 2:00 di Sabato notte, sta intesificandosi e si prevede che diventera' un ciclone "forza 4" con venti che potrebbero arrivare ad una velocita' di 230 Km orari entro Martedi'.
I fattori preoccupanti di questo ciclone sono la sua estrema lentezza di spostamento (11 Km all'ora) e la sua grandezza (su Google Earth sembra avere un diametro superiore agli 850 km). Questo significa che pur passando sulle Lomaiviti, dopo aver tagliato in 2 Vanua Levu ed continuare verso le Lau, verra' sentito da tutte le isole delle Fiji. Incontrando mari estremamente caldi (dopo le alte temperature degli scorsi giorni) e essendo cosi' lento, Tomas sta intensificandosi sempre piu' e gia' si teme che diventi un vero e proprio uragano "forza 4" come le Fiji non hanno mai visto. Se dovesse continuare su questo percorso potrebbe rimanere sulle Fiji da Domenica notte per ben 24 ore ma c'e' chi dice che non appena incontrata la massa terrestre di Vanua Levu, Tomas potrebbe piegare verso Ovest, avvicinandosi verso Lautoka o Nadi, oppure andare in altre direzioni.
Nel frattempo il team della Divisione Nord Gestione Disastri (Northern Division Disaster Management o DISMAC), composto da membri del servizio di emergenza ed altri enti governativi, e' attivo a Labasa dalle 17.00 di Sabato per monitorare la depressione tropicale mentre tutti i centri medici sono stati invitati a prepararsi.
Gia' da Venerdi' Fiji si sta preparando al secondo ciclone della stagione. Le scuole sono state chiuse e gli studenti invitati a tornare alle proprie case, i negozi ed i supermercati sono stracolmi di persone intente a fare gli ultimi acquisti ed a comprare candele, scorte di acqua e tutto il necessario per l'emergenza. Due navi dirette da Suva a Vanua Levu ed a Rotuma sono state fermate al porto fino a nuove comunicazioni, le compagnie aeree e di trasporto via mare stanno inviando comunicazioni avvisando il pubblico che i servizi potrebbero essere sospesi mentre i resort sulle isole si preparano all'eventualita' di dover evacuare i propri clienti.
In questo momento (Domenica 14 Marzo di mattina) a Lautoka c'e' nuvolo e la brezza si intensifica con rare raffiche ma ancora niente di preoccupante. Come tutti, anche noi ci siamo preparati al peggio spostando piante, liberando il giardino, riempiendo le taniche d'acqua, caricando tutte le apparecchiature a batteria e piazzando candele in giro per casa. Sicuramente passeremo ore senza corrente ed e' meglio essere preparati.
Mentre ci prepariamo a forti venti e forti pioggie che annunciano l'avvicinarsi del ciclone Tomas vi annunciamo che potrete seguire i nostri aggiornamenti in diretta sulla nostra pagina Facebook alla quale possiamo accedere tramite i nostri cellulari.
Foto da: Naval Oceanography Portal, Republique Francaise,
Fiji e' rimasta col fiato sospeso per alcune ore stamattina dopo che un'allarme Tsunami e' stato divulgato come risultato del devastante terremoto accaduto in Cile ieri sera. Lo stato d'allarme e' stato rimosso poco prima di mezzo giorno dopo che non si sono registrati significativi cambi del livello del mare.
La prima serie di onde sarebbe dovuta arrivare alle 10.00 ma i misuratori del livello marino hanno riportato minimi cambi sia a Lautoka che a Suva. In ogni caso la poliza ha evaquato le zone adiacenti al mare e gran parte del pubblico si e' spostata in collina dove e' rimasta fino alla rimozione dell'allarme.
A Suva i servizi di trasporti pubblici ed i taxi hanno continuato a funzionare regolarmente tutta la mattina ed alcuni curiosi si sono anche spinti a Suva Point per vedere personalmente la situazione dalla spiaggia. Gli ospiti dell' Holiday Inn di Suva sono stati spostati in un'altra locazione in Gordon Street.
A Lautoka la polizia ha evaquato Marine Drive cercando di ridirigere il traffico dal centro.
Abbiamo parlato con alcune persone su Malolo Lailai dove la situazione e' stata tenuta sotto controllo dall'alto delle colline.
Abbiamo avuto notizia che Treasure Island Resort e' stato evaquato ma non siamo riusciti ad avere una conferma. In molti altri resort, per sicurezza, tutte le attivita' sono state cancellate per tutta la mattinata.
E' stato difficile determinare l'abbassamento del mare dato che oggi era giorno di bassa marea. Cio' e' stato come monito per accellerare il movimento delle persone verso le colline sia sulle isole maggiori che minori.
Anche questa volta il pericolo Tsunami e' stato scampato.
Foto da ABC News
Secondo uno studio fatto dall' Organizzazione Metereologica Mondiale delle Nazioni Unite (UN World Meteorological Organisation o WMO) i cicloni, in questo secolo, potrebbero essere meno frequenti ma piu' intensi a causa del riscaldamento globale e cambiamento climatico.
Conosciuti come cicloni, uragani o tifoni, le tempeste tropicali sono guidate dall' aria calda evaporata dai mari , che solleva il problema internazionale su cosa potra' accadere quando la temperatura aumentera' a causa dell' effetto serra.
Thomas Knutson ed i colleghi del WMO hanno valutato le indagini apparse nel corso degli ultimi quattro anni, quando la questione comincio' a colpire le prime pagine dei giornali, ed utilizzando come punto di riferimento per il riscaldamento lo scenario "A1B", una simulazione a computer, prevedono un aumento della temperatura media globale della superficie di 2.8 gradi Celsius nel 21°secolo.
"It is likely that the global frequency of tropical cyclones will either decrease or remain essentially unchanged".
"È probabile che la frequenza globale dei cicloni tropicali diminuisca o rimanga pressoche' invariata".
Vediamo qualche dato in piu':
La panoramica globale richiedera' alcuni sforzi aggiuntivi per colmare alcune lacune che, tra altri fattori, includono la variabilità dei cicloni in passato ed in che modo il riscaldamento globale influenzerà il comportamento delle tempeste in determinate regioni.
"Trend detection is further impeded by substantial limitations in the availability and quality of global historical records of tropical cyclones".
"L'individuazione dei "trend" è ulteriormente ostacolata dalle limitazioni sostanziali nella disponibilità e qualità dei dati storici a livello mondiale dei cicloni tropicali".
I risultati pubblicati da Nature Geoscience sostanzialmente concordano con i risultati degli scienziati del WMO che, in una relazione del 2007, trovano "probabile" che, in questo secolo, i cicloni tropicali diventino più intensi, con pesanti precipitazioni e con maggiore velocità del vento precisando di essere "meno fiduciosi" nel cocludere che il numero dei cicloni effettivamente diminuira'.
Tratto dal Fiji Live e Nature Geoscience
Foto tratte da Wikipedia, Noaa e Nasa
Per saperne di piu' su i cicloni nelle Isole Fiji, cliccate qui
Si avvicina un periodo di siccita'? Avete paura di un ciclone? Vi state preparando dopo aver sentito un'allerta tsunami? Qui vi suggeriamo un kit da tenere sempre in casa con alcuni oggetti che vi saranno sicuramente utili durante una situazione di emergenza.
Ovviamente vi auguriamo di non dovervi mai trovare in una tale situazione, ma la natura e' piuttosto imprevedibile ed e' sempre meglio essere ben preparati con un certo anticipo.
Acqua: potabile in bottiglia, almeno 2 Litri al giorno a persona per un periodo che puo' andare da 3 a 7 giorni
Cibo ed utensili: Almeno per un periodo da 3 a 7 giorni
Necessario per dormire: Coperte, lenzuola e cuscini
Abbigliamento:
Medicinali:
Oggetti speciali: per i bambini e gli anziani dipendentemente dalle necessita' personali
Articoli per l'igiene:
Tecnologia:
Note: durante un ciclone, ad esempio, la connessione ad internet e la copertura dei cellulari potrebbe essere disconnessa in ogni momento, ma e' sempre consigliabile provare ad essere in contatto con il mondo esterno per ascoltare le ultime notizie o per poter contattare qualcuno.
Altri oggetti utili:
Accorgimenti:
Ispirato da un articolo sul Fiji Times
Per approfondimenti in caso di cicloni leggete qui.
Abbiamo scoperto da poco che oggi 2 terremoti hanno colpito vicino alle Isole Solomon. Il primo (forza 6.6) ha colpito verso le 10:48 di stamane, mentre il secondo (forza 7.2) verso le 11:37, poco piu' di un'ora dopo. Al momento non e' ancora chiaro se siano stati sostenuti dei danni ed a che livello, ma il Pacific Tsunami Center ha rilasciato due bollettini di allerta per avvisare le coste limitrofe ai sismi.
Infatti, uno Tsunami e' stato generato dopo i terremoti gemelli ma finora sembra non essere stato nulla di grave.
"It said if no major waves were seen for two hours local authorities could assume that the threat had passed."
"E' stato detto che se nessuna onda anomala e' stata avvistata dopo le 2 ore dai sismi le autorita' locali possono presumere che la minaccia e' passata."
In ogni caso il pericolo rimane per le imbarcazioni che sono rimaste in mare in quella zona. Finora sono state misurate onde di 6 centimetri ogni 6 minuti vicino ad Honiara. Il centro ha anche annuciato che alcune aree vicine ai sismi possono registrare piccoli cambiamenti delle maree per le prossime ore.
Un'altra volta le Fiji sono salve dal pericolo Tsunami.
Tratto dal Fiji Times:
- Twin quakes hit Solomons
- Tsunami activity in Honiara from twin Solomon quakes
Lo Stato ha distribuito razioni alimentari del valore di $ 40.000 a villaggi ed insediamenti colpiti dal Ciclone Mick, ma non e' stato ancora possibile valutare il costo totale dei danni causati, si ritiene che possa superare il milione di dollari.
Un team composto da funzionari di diversi dipartimenti governativi, polizia, vigili del fuoco e militari sono stati inviati nelle aree colpite ad effettuare le prime valutazioni dei danni e per aiutare ad evacuare gli abitanti dei villaggi. Lunedi notte un totale 3.845 persone hanno lasciato le loro case per trovare rifugio nei 68 centri di evacuazione istituiti in tutto il Paese. La zona ovest e' stata la piu' colpita dal ciclone e conta piu' di 2.000 sfollati.

Ci vorrà una settimana perche' la corrente possa essere completamente restaurata nella zona Ovest di Fiji e Hasmuck Patel, Chief Executive della FEA (Fiji Electricity Aurhority) ha chiesto comprensione e pazienza del pubblico al fine di consentire la valutazione reale dei danni causati dal ciclone. Nel frattempo le priorità di restauro sono state concentrate sulle centrali dell'acqua, stazioni di fognature ed ospedali.

Sada Reddy, Governatore della Reserve Bank of Fiji, a detto questa mattina che il settore agricolo ha subito gravi danni e di conseguenza i prezzi di vegetali e prodotti agricoli aumenteranno. Ha inoltre dichiarato che il ciclone potrebbe avere degli effetti negativi sul turismo in quanto diversi resort, colpiti dal ciclone, al fine di garantirne la sicurezza, sono stati costretti a chiudere ed evacuare i propri ospiti e staff.
Mr Reddy ha aggiunto che in questa fase una valutazione del pieno impatto che il Ciclone Mick avra' sull'economia del Paese è ancora prematura.
Tratto dal Fiji Times del 16 Dicembre 2009
"Le Fiji verranno colpite oggi dal primo ciclone della stagione. Si tratta di Mick (anche chiamato TC04P). Grazie alla nostra passione per la metereologia stiamo tracciando questa perturbazione da qualche giorno ormai e ieri mattina ci siamo resi conto della completa formazione del ciclone e del percorso che avrebbe preso."... Beh questo e' l'inizio dell'articolo che stavo scrivendo quando l'FEA (Fiji Electricity Authority) ha tagliato la corrente alla citta' mentre Mick stava gia' iniziando ad entrare a Lautoka verso mezzogiorno di Lunedi' scorso (14/12/2009). L'ultimo aggiornamento dal Joint Typhoon Center dava Mick a 132 Kilometri a Nord di Nadi, con una velocita' di spostamento di circa 14 kilometri all'ora e una velocita' di rotazione vicino al centro di circa 70 Kilometri l'ora.
Tutti, noi compresi, ci aspettavamo qualcosa di molto tranquillo, come Gene lo scorso anno o Gavin nel 97, invece ci siamo presto resi conto che un ciclone "forza 2" puo' creare diversi danni se colpisce direttamente. In poche ore, il ciclone Mick, ha letteralmente falciato le Fiji, tranciando alberi, allagando case, scoperchiando tetti e molto altro. Ancora oggi, dopo 2 giorni, gran parte delle Fiji non ha corrente o acqua (vedi prossimo articolo di Anna).
Il passaggio di Mick su Lautoka, e' stato veloce e violento. Questa volta il Fiji Meteorological Center non ha dato molto preavviso e quando il vento e la pioggia iniziavano a preoccupare, Anna ed io eravamo ancora al lavoro. Avevamo appena fatto in tempo a chiuderci in casa con i nostri cani e gatti, ed accomodarci nel nostro studio quando le prime raffiche di vento hanno iniziato a piegare le palme del nostro giardino. Avevamo gia' avuto notizie dalle Yasawa in mattinata, dove Mick aveva colpito durante la notte che alcuni resort avevano gia' evaquato i turisti il pomeriggio prima, e che nel pieno della forza, il ciclone aveva creato seri danni ma non ci aspettavamo che arrivasse cosi' dritto a pochi kilometri da Lautoka.
Infatti, durante il suo passaggio, abbiamo subito venti fino a 110 Kilometri orari che, oltre a farci volare la parabola e distruggerci gran parte del giardino, hanno paralizzato la citta'. Il forte vento spingeva la pioggia orizzontalmente e con violenza tale da inumidire muri e passare attraverso le fessure delle finestre allagando case. Mi sono trovato nella situazione di dover portare in casa in tutta fretta il sopra, in vetro, del tavolo da esterno mentre Mick prendeva forza ed in pochi attimi mi sono ritrovato come se (letteralmente) mi avessero tirato dei veri e propri secchi d'acqua in faccia.
In quelle 2 ore abbiamo sentito una moltitudine di oggetti abbatersi sui nostri muri e sul tetto. Il vento, che soffiava da est, ci ha permesso di vedere lo spettacolo dalle nostre finestre ma abbiamo potuto vedere ben poco dato che abbiamo speso la maggior parte del tempo a correre da un lato all'altro della casa per controllare rumori, mettere asciugamani sul pavimento, alzare apparecchiature elettriche e spostare cose. Il poco che siamo riusciti a vedere e' stato uno spettacolo imponente. Le raffiche di vento emettevano strani suoni creando spifferi in ogni angolo della casa e piegando di molto tutti gli alberi e le palme inscenando quasi un ballo frenetico, tribale. Le foglie, volando, si univano alla pioggia ed alle folate violente, e ci passavano davanti come piccole e velocissime nuvole a bassa quota.
Improvvisamente, verso le 2 del pomeriggio, il vento ha iniziato a calare fino a fermarsi del tutto mezz' ora dopo. Abbiamo preso coraggio e siamo usciti di casa per controllare il giardino ma pochi minuti dopo il forte vento ha ripreso. Eravamo nell'occhio del ciclone. Per pochi attimi sembrava davvero che stesse per uscire il sole data la calma del cielo ma, seppur in maniera molto piu' debole che in precedenza, Mick ci ha tenuto chiusi in casa per un'altra ora. Alle 4 il ciclone si e' spostato verso l'interno, muovendosi verso Suva e regalandoci un cielo mozzafiato ma lasciandoci con uno spettacolo deprimente.
Dovevamo essere colpiti da un secondo fronte ma, fortunatamente, Mick, incontrando le montagne di Viti Levu ha perso molta della sua rabbia non permettendo al suo potere distruttivo di colpire ancora dopo il passaggio dell'occhio. Il suo passaggio ha spezzato molti cavi della corrente e del telefono, ha inondato case, spezzato o sradicato moltissimi alberi e danneggiato diverse strutture. Ci vorranno delle settimane prima che la vita delle Fiji torni alle sua normalita' ma i lavori di ricostruzione sono gia' iniziati e alcune zone hanno gia' acqua ed elettricita'.
Sto creando un video con le riprese fatte durante e dopo il ciclone che mettereo' in linea appena pronto. Per vedere le foto che abbiamo fatto o che ci hanno mandato i nostri amici, cliccate qui.
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